Intervista al manager: Luca Pattarello

Che cosa significa essere un buon manager? 

Essere manager significa organizzare il lavoro, prendere decisioni o raggiungere obiettivi… Ma non solo! Significa soprattutto far crescere le persone, imparare a delegare, ascoltare, dare e ricevere feedback e avere il coraggio di mettere continuamente in discussione il proprio modo di lavorare. 

Nell’intervista, Luca Pattarello, Direttore R&D, Qualità, Affari Regolatori, Sicurezza Cosmetica e Ambiente e Sostenibilità, racconta il suo modo di vivere il ruolo di manager: il rapporto con il team, l’importanza di dare la visione, di dare le priorità e di guidare lasciando spazio alle persone, la soddisfazione di vedere i propri collaboratori diventare sempre più competenti, autonomi e capaci di prendere decisioni di qualità. Anche nel suo lavoro, infatti, il risultato nasce dal confronto e dalla collaborazione. E in questo percorso anche i colleghi possono diventare una fonte preziosa di idee, osservazioni e feedback: “i nostri primi clienti sono i nostri colleghi”. 

Una conversazione che parla di innovazione, certo, ma soprattutto di persone, fiducia e crescita. 

1. Luca, di che cosa ti occupi in Italchimica? Provi a spiegarlo ai non addetti ai lavori?

Mi occupo di diverse aree che lavorano in stretta sinergia tra loro. 

In Ricerca & Sviluppo, insieme al team, partiamo dalle esigenze del mercato e da idee di innovazione che maturiamo interagendo con i fornitori, partecipando ad eventi specifici del settore per sviluppare nuove soluzioni nell’ambito della detergenza, della cosmesi e della disinfezione. Il mio compito è guidare le persone perché possano dare vita a questi prodotti, mantenendo alta la motivazione e soprattutto la curiosità. 

L’incertezza dei progetti in ambito R&D è una parte fondamentale del nostro lavoro: spesso partiamo da una domanda, da un’esigenza o da un’idea e dobbiamo capire come trasformarla in una soluzione concreta. 

Accanto alla ricerca ci sono gli Affari Regolatori, che assicurano che i prodotti siano sicuri per i consumatori e conformi alle normative vigenti e nel rispetto delle Tox policy interne per garantire un ambiente di lavoro salubre. 

Ci sono poi Assicurazione Qualità e Controllo Qualità: la prima definisce le procedure necessarie affinché il processo porti al risultato atteso, mentre il Controllo Qualità verifica che queste procedure funzionino e vengano applicate nel modo corretto. 

Infine, c’è tutta l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Italchimica redige volontariamente da sei anni il Bilancio di Sostenibilità e cerca di andare oltre il semplice rispetto degli obblighi di legge. 

Sono quindi aree diverse, ma tutte concorrono allo stesso risultato: creare un prodotto funzionale, di qualità, sicuro per le persone che lo producono e che lo andranno poi ad utilizzare, rispettoso degli standard di sicurezza ambientale ed allineato con i nostri target di sviluppo sostenibile. 

2. C’è un progetto sul quale stai lavorando che ti rende particolarmente orgoglioso?

Il nostro lavoro non riguarda soltanto lo sviluppo di nuovi prodotti, ma anche il miglioramento continuo di ciò che già abbiamo. 

Gli aggiornamenti formulativi richiesti da nuovi obblighi normativi, così come quelli resi necessari dalla possibile indisponibilità o carenza di materie prime, vengono affrontati non solo come attività di adeguamento, ma come vere e proprie opportunità di revisione e miglioramento delle formule. Ogni progetto diventa quindi l’occasione per rivalutare la formulazione nel suo complesso e, dove possibile, introdurre innovazioni, ottimizzazioni prestazionali, semplificazioni o miglioramenti. 

 La parte più divertente però è sicuramente quella legata alla pura innovazione. Un’importante fonte di ispirazione sono le fiere e i molti workshop e seminare di settore ai quali partecipiamo, che ci permettono di conoscere nuove tecnologie e nuovi ingredienti. È proprio da una di queste occasioni che abbiamo raccolto gli spunti che ci hanno portato a lavorare su prodotti detergenti che utilizzano la tecnologia dei probiotici e a sviluppare la nuova gamma BIOX. 

3. Quali sono i valori che ritieni fondamentali nel lavoro e che vuoi trasmettere ai colleghi di Italchimica?  

Ci sono alcuni valori che considero fondamentali: curiosità, competenza, determinazione e responsabilità. La curiosità ci spinge a continuare a farci domande e a cercare nuove soluzioni.  

La competenza e la conoscenza sono invece la base su cui costruire il proprio lavoro. 

Poi serve determinazione: non fermarsi davanti alle difficoltà e continuare a perseguire gli obiettivi che ci siamo posti. 

Infine, considero fondamentale il senso di responsabilità, la capacità di assumersi il proprio ruolo, portando avanti attività e impegni con affidabilità, attenzione e coerenza, senza limitarsi al “compitino” ma comprendere a pieno l’impatto del proprio operato sul team, sui colleghi e sull’azienda.  

Sono questi i valori che cerco di trasmettere ogni giorno, partendo dal mio team.  

4. Qual è una lezione che hai imparato nel tuo percorso da manager? 

Ho imparato soprattutto l’importanza di spiegare sempre il perché delle cose. Qualsiasi sia Un’attività, se non viene contestualizzata, può sembrare poco importante o semplicemente come qualcosa da eseguire. Quando invece si mostra alle persone come il loro lavoro si inserisce in un quadro più ampio, cambia anche la percezione del valore di ciò che fanno. Questo aumenta il coinvolgimento, la consapevolezza ed il senso di responsabilità 

Ho imparato anche l’importanza di saper dare e ricevere un feedback efficace e ho capito che per farlo è necessario conoscere le persone con cui si lavora. 

Ho imparato infatti che non esistono persone uguali: ognuno ha caratteristiche, sensibilità e modalità diverse. Per questo anche il modo di comunicare deve essere adattato alla persona che si ha davanti. 

È un processo di apprendimento continuo, sul quale sto continuando a lavorare anch’io. 

5. Cosa ti dà maggiore soddisfazione nel tuo lavoro?

Come manager, la soddisfazione più grande è vedere le persone andare avanti da sole, con autonomia e responsabilità. 

Credo molto infatti nella delega, perché è uno strumento fondamentale per creare autonomia. Delegare non significa deresponsabilizzare il manager, ma definire un confine di azione sempre più ampio per il proprio team. 

Se ogni decisione deve tornare al manager, il flusso si rallenta. Se invece ciascuno ha la propria responsabilità e il proprio campo d’azione, il team diventa progressivamente più autonomo, snello, veloce e capace di crescere. 

Una delle cose di cui sono più fiero è quando, i miei collaboratori, a fronte dei problemi che emergono, mi portano già più soluzioni. È un ottimo segnale: significa che le persone stanno crescendo e che, attraverso le loro competenze, cresce anche tutto il team. 

Sul piano operativo, invece, una delle soddisfazioni più belle è vedere il prodotto finito sullo scaffale. 

Dietro un prodotto che vediamo semplicemente esposto c’è una storia fatta di ricerca, sperimentazione, decisioni, problemi risolti e collaborazione tra persone e funzioni diverse. Conoscere quella storia e sapere di aver contribuito a quel risultato dà un valore particolare al prodotto finito. 

6. E in questo percorso quanto è importante il rapporto con gli altri colleghi di Italchimica?

É fondamentale, infatti la collaborazione con tutti i colleghi. Sicuramente Tania e Katiuscia vi hanno raccontato di quanto sia stata fondamentale la collaborazione tra i vari reparti nella creazione della gamma BIOX.  

Inoltre, non ci possiamo dimenticare del fatto che i nostri colleghi sono i nostri primi clienti. 

Siamo noi per primi a utilizzare e conoscere i prodotti che sviluppiamo e, proprio per questo, il feedback che arriva dall’interno dell’azienda può essere molto prezioso. 

A volte può essere un commento positivo oppure può essere un suggerimento su un aspetto da migliorare.  

Sono proprio questi feedback che ci aiutano ad aggiustare il tiro e a perfezionare il prodotto e, più in generale, il nostro lavoro. 

Credo quindi che sia importante creare sempre più occasioni di confronto perché tutti possiamo contribuire in qualità di utilizzatori e primi ambasciatori dei prodotti Italchimica.  

In fondo, i primi a fare pubblicità ai nostri prodotti siamo proprio noi.