Ricerca e innovazione: dall’idea alla creazione di biox
Ricerca, prove e tante persone che lavorano insieme per trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto.
È questo il percorso che ha portato alla nascita di BIOX, un progetto che ha impegnato per circa due anni il team R&D di Italchimica.
Ma cosa succede davvero dietro le quinte? Come si affrontano gli ostacoli lungo il percorso? E cosa significa trasformare un’idea in una formulazione stabile ed efficace?
Tania Garavello e Katiuscia Barison ci raccontano il viaggio che ha portato dall’idea al prodotto, svelando il lavoro, le sfide e soprattutto le persone che stanno dietro a un processo di innovazione.

1. Partiamo dal protagonista: che cosa avete creato?
Abbiamo ideato una nuova linea di prodotti per la pulizia a base di probiotici.
I probiotici sono l’ingrediente funzionale e il vero protagonista di questa nuova linea di prodotti per la pulizia. Si tratta di spore appartenenti a ceppi di microrganismi selezionati appositamente per le diverse esigenze di pulizia, che rimangono in questa forma stabile all’interno del flacone.
Quando il prodotto viene applicato sulla superficie, le spore si attivano e danno origine a microrganismi non patogeni, che si nutrono delle sostanze presenti sulla superficie, come residui di sporco grasso o proteico, e, soprattutto, delle molecole responsabili dei cattivi odori, ad esempio quelli legati a urina o sudore. Durante questo processo, producono enzimi che degradano queste molecole, contribuendo così alla loro eliminazione.

È proprio questo il principale valore aggiunto rispetto a un detergente tradizionale: il detergente chimico svolge la propria azione nel momento in cui viene utilizzato, mentre i probiotici continuano ad agire nel tempo. Anche quando la superficie viene nuovamente sporcata, rimane quindi un’azione pulente “invisibile” che continua a lavorare.
2. Da dove nasce l’idea?
Il progetto è nato da un’esigenza emersa all’interno del reparto Professional.
La partecipazione alle fiere e il costante confronto con i fornitori ci hanno consentito di osservare come, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, fossero già presenti da diversi anni prodotti detergenti a base di probiotici. Da qui è nata l’idea di approfondire questa tecnologia e valutarne le potenzialità per il mercato italiano.
Il progetto è stato avviato in una prima fase nel 2024 e successivamente ripreso e sviluppato nel 2025.
Siamo partiti dalla ricerca e selezione dei fornitori, con l’obiettivo di individuare ceppi di microrganismi realmente adatti alle esigenze applicative. Parallelamente, gli Uffici Marketing e Commerciale hanno condotto un’analisi del mercato, dei competitor e dei diversi claim utilizzati, individuando anche i benchmark di riferimento e contribuendo alla definizione dell’estetica e del packaging. È seguita poi la fase di verifica della fattibilità produttiva, che ha coinvolto gli Uffici Pianificazione della Produzione, Packaging e Ufficio Grafico.
Noi, come team R&D, abbiamo lavorato allo sviluppo delle formulazioni, partendo completamente da zero e procedendo attraverso studi, prove e test. Il lavoro è stato svolto in stretta collaborazione con l’Ufficio Controllo Qualità, per definire i parametri critici da monitorare, e con il reparto Regolatorio, per verificare gli aspetti normativi legati al prodotto e alla sua produzione.
3. Dal progetto alla realtà: quali sono state le sfide?
Una delle prime sfide che abbiamo affrontato è stata il mercato italiano perchè tende ad avere una certa cautela nell’accettare prodotti con formulazioni e tecnologie nuove.
Ma le difficoltà maggiori sono state sicuramente di natura tecnica.
Innanzitutto, è stato necessario individuare fornitori in grado di garantire tre requisiti fondamentali: la presenza dei microrganismi nel prodotto, una quantità adeguata a mantenerne l’efficacia nel tempo e ceppi specifici, selezionati in funzione delle diverse esigenze applicative.
Un’altra sfida fondamentale è stata la stabilizzazione dei probiotici all’interno delle formulazioni. I microrganismi devono infatti rimanere vitali e mantenere la propria performance, ma alcune caratteristiche della formulazione, come determinati valori di pH o la presenza di alcool, possono risultare incompatibili con la loro sopravvivenza. Per questo sono stati necessari numerosi studi di stabilità e test nel tempo.
Anche la fase produttiva ha richiesto particolare attenzione. I prodotti a base di probiotici sono infatti particolarmente sensibili e richiedono condizioni produttive delicate e occorreva evitare qualsiasi rischio di contaminazione con altre formulazioni. Sono state quindi adottate specifiche accortezze nella gestione degli impianti, comprese procedure di sanificazione prima e dopo la produzione.
Un’ulteriore sfida è stata quella di individuare correttamente gli ambienti nei quali questa tecnologia può esprimere al meglio il proprio potenziale. Non si tratta infatti di un prodotto universale ma di un prodotto indicato per ambienti caratterizzati da odori persistenti e da un’elevata frequenza di utilizzo, come scuole, aree di servizio, stazioni e mezzi pubblici.
In questo percorso è stata fondamentale la collaborazione tra i diversi reparti: dalla selezione dei fornitori alla ricerca di mercato, dalla formulazione ai test, fino agli aspetti produttivi, qualitativi e regolatori. È stato un vero lavoro di squadra, nel quale ogni competenza ha contribuito a trasformare l’idea iniziale in un prodotto concreto.
4. E quando finalmente il prodotto è pronto?
Vedere il prodotto finito e il proprio lavoro materializzarsi sul mercato è sicuramente motivo di grande soddisfazione, soprattutto perché in questo caso la formula è stata sviluppata completamente da zero. Come accade nei progetti basati su tecnologie formulative innovative, il lavoro è iniziato con una fase di studio e analisi tecnica delle soluzioni disponibili. Da questa base sono abbiamo formulato le prime ipotesi, successivamente verificate, ottimizzate e perfezionate attraverso prove di laboratorio, test applicativi, modifiche mirate e ulteriori approfondimenti tecnici.
È stato quindi un percorso che ha richiesto flessibilità, pazienza e capacità di adattarsi continuamente alla realtà della formula. Ma, dopo circa due anni di lavoro, il risultato ha ripagato tutto l’impegno.
Inizialmente avevamo anche una grande curiosità, e naturalmente qualche dubbio, sull’effettiva efficacia della tecnologia. I test hanno però dato risultati positivi. Infatti, una delle conferme più significative è arrivata proprio dal campo: un primo campione è stato utilizzato in un istituto scolastico caratterizzato da un problema di odori persistenti nei bagni e, dopo la prova, ci ha richiesto una nuova fornitura, dando un primo riscontro positivo.
Il progetto non si ferma qui: il prossimo passo sarà raccogliere i feedback dei clienti e valutare, sulla base delle esigenze che emergeranno, eventuali ampliamenti della gamma.
